Fuori dal SoFi Stadium, mentre l’Iran sfida il Belgio, centinaia di esuli trasformano la Coppa del mondo in una protesta contro la Repubblica islamica. Tra bandiere vietate, slogan e ferite ancora aperte, emerge la frattura che attraversa la diaspora di Teheran. Per molti la nazionale non rappresenta il paese, ma il regime che lo governa: «Non possiamo fare finta che sia solo calcio»